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e tutto il resto è noia

Mi ci è voluto 1 giorno di disintossicazione per riprendermi da un week-end altro che GADdesco.

Venerdì: sarebbe stato un Signor Venerdì se non avessi esagerato con quella dannata crema di limoncino direttamente dalla Sicilia (regalo dei miei..se non è consapevolezza questa!). E mi sono ritrovata con la bava alla bocca spalmata sul sedile posteriore di una 500 azzurrina scambiata per la tappezzeria interna. Non ha prezzo.

Sabato: ridestatami dal coma etilico della sera precedente a pomeriggio inoltrato decido di dare una botta in più al mio mal di testa modello martello pneumatico e di andare nella piscina dell’ amica a prendere un po’ di sole e a sguazzare nell’acqua insieme ai pinguini che mi facevano le feste. Il mio intestino ovviamente ha ringraziato per tutto il seguire della giornata. Il mio bagno un po’ meno.
Cena a bordo piscina, che io e la Gallina abbiamo velocemente abbandonata per tappa Chiringuito. Evidentemente non ci era bastata la scuffia della sera prima. Perché fermarsi a una quando puoi raddoppiare?
Al suddetto locale ho potuto sfoggiare la mia Sfiga-card in tutto il suo splendore lucente.
Uomo Chiringuito presente e grazie a lui ho potuto strisciare diverse, innumerevoli, infinite volte la mia Carta a credito Illimitato!
Incontro numero 1: vedo in lontananza la sua presenza alta e occhialuta. Mi preparo per dargli un buffetto sulla schiena al suo passaggio. Lui cambia strada.
Incontro numero 2: lo incastro in una via senza scampo, è costretto a salutarmi. E mi guarda come se mi volesse parlare. Ma non lo fa. E allora che cazzo ti guardi, tira dritto e non rompere.
Incontro numero 3: numero perfetto, direte voi. Si, per gli altri. Io seduta su un divanetto bella beata a farmi gli straffaracci miei. Lui si piazza davanti a me con colei che chiameremo poi Mandorlain. Una stragnocca orientaleggiante con la quale l’avevo già visto venerdì scorso. Bè signori miei, se la mia rivale è lei io getto la spugna. Non contenti rimangono li davanti a me, basita, per un po’ mentre lei finisce di chiacchierare con una montagna umana che noi abbiamo supposto essere il suo magnaccio (vecchie malelingue invidiose). Poi contenti come non mai se ne vanno verso l’uscita. Insieme. Vicini. Ma non per mano.
Incontro numero 4: ormai disperata decido di donarmi completamente all’alcol e vado al bar. Indovinate chi arriva con la sua bella faccia di C. ehm bronzo? Proprio lui, l’ Uomo Chiringuito. E indovinate un po’ dove si mette, con la discoteca che dispone di ben 4 bar? Ovviamente di fronte alla sottoscritta, ormai finita a parlare (anche se forse biascicare sarebbe il termine più corretto) con l’amico disperato di cuore e pensante effettivamente al suicidio di massa.

Domenica: se il venerdì è il giorno GAD per eccellenza, la domenica è giorno aperitivo. Il nostro si è svolto in varie tappe dalle ore 18 alle ore 22.20. Siamo riuscite a fare chiusura anche in un locale che non chiude. Senza parole.
E dopo 2 spritz - 1 mojito - 1 cuba, dopo aver rimediato un appuntamento alla mia amica disperata, dopo aver formato un altro paio di coppie ed essermi auto-proclamata Marta Flavi per eccellenza (o Marco Predolin, a scelta) e aver pensato a quanto sto bene da single senza nessuno che mi fratturi il fardello me ne sono andata a dormire felice.

Eccolo qui, il mio leggerissimo week-end.

Pubblicato il 9/9/2008 alle 15.25 nella rubrica Diario.

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