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non sparerò al mio cuore perché dentro ci vivi tu
la Neve
post pubblicato in Diario, il 22 dicembre 2009


Una premessa: tendenzialmente odio la neve.
Questo week-end mi è capitato d’immergermi (nel senso proprio letterale del termine) in quella cosa soffice e bianca che fa impazzire la maggior parte del pianeta denominata NEVE.
 
Venerdì sera: il meteo dava come previsione inizio nevicate ore 19. Manco a dirlo alle ore 18.53 scorgo dal parabrezza della mia auto i primi, dolci, teneri fiocchetti di neve.
Inizio a maledire il mondo intero non per tanto ma giusto perché mi aspettava la cena della ditta nella più sperduta campagna emiliana.
Alle 8 siamo nel bel mezzo della tempesta aka bufera, del tipo che per raggiungere la mia collega c’ho messo 15 minuti e stiamo manco a 1 km. Bene.
Raggiungiamo gli altri e ci avviamo verso la meta. Strade pessime, neve a fiocchi grandi come case, un vento pazzesco. Ma noi impavidi continuiamo per la nostra strada e finalmente arriviamo tutti sani e salvi. Passano le ore, le birre e le grappe.
Alle 2 siamo ancora chiusi li dentro con gli uomini che ignorano il fatto che noi uniche 2 donne della serata facciamo presente che fuori la bufera impervia e che ci conviene andare se non vogliamo rimanere bloccati a -398584 gradi Celsius.
Niente da fare. Altro giro di grappa.
Mi chiama la Topi offrendomi il suo aiuto e un passaggio che io rifiuto perché la strada è troppo brutta e non voglio che rischi p4202541255_cbae4c4b70er venire a prendermi. Ci diamo appuntamento dopo mezz’ora dal parcheggio del palazzotto speranzosa di riuscire a far staccare il sedere degli uomini.
Ce la faccio.
Arrivo finalmente al parcheggio, nel mentre arriva la Topi, provo ad aprire quella cosa di lamiera sommersa da una montagna di neve che sarebbe la mia piccola macchinina e…..sportelle completamente ghiacciate. Non si apre. Bene.
Prontamente da brava McGiver la Topi non si da per vinta e con la sua bomboletta spray che spruzza alcool mi apre la macchina. Siamo salve.
Il resto è storia. Nel senso che penso sia una di quelle serate che ti rimangono dentro per la vita.
2 sceme pazze furiose a giocare nella neve per più di un’ora. E non importa se fa un freddo cane, se ti si congelano le mani, se la neve ti bagna tutta la macchina fotografica, se hai i piedi completamente fuori uso nonostante 3 paia di calze.
Nevica. Silenzio. Solo le nostre risate, foto e video.
Solo io e te. Amiche.
Verso le 4 mi congedo solo perché credo che i miei piedi siano diventati blu e rischio seriamente l’amputazione di 9 dita almeno. Ma anche a casa non riesco a dormire e mi siedo sul divano con i piedi sommersi da Rugby sperando di poterli riutilizzare per il loro scopo specifico: camminare.
Buonanotte.
 
 
Sabato: dopo 5 ore di sonno sicuramente NON riposante mi sveglio. Nevica ancora.
Dico alla Topi che il servizio fotografico l’avremmo spostato al pomeriggio altrimenti la neve mi manderebbe a puttane la macchina fotografica e non mi sembra proprio il caso.
Dopo 1 ora smette e la tentazione di mettermi in strada è troppo grande. La chiamo e dopo 15 minuti siamo gia in giro per il paese a guardare signore che cadono in bicicletta, statuine del presepe affoganti nella neve, persone che guardano invidiose i nostri Moon Boot con i loro piedini bagnati nelle scarpe da ginnastica.
Azzardo: andiamo a San Genesio. La proposta viene accettata e via per la campagna con 50 cm di neve. Dopo 1 ora buona di camminata arriviamo. Inizio a far foto come una pazza.
La topi si accorge di aver perso il cellulare durante un suo fantastico tuffo acrobatico giu per una panchina e torna indietro correndo nella speranza di ritrovare il suo BB.
Io rimango nel bel mezzo della campagna e del silenzio bianco. Solo oche starnazzanti rompono le balle e allora io decido di romperle a loro immortalandole in un servizio fotografico, ovvero quello che poi non ho fatto all’Elena.
Decido di rientrare e lungo la via incontro uno più pazzo di me: un ciclista impavido. Pazzo.
Alle 2 rientro a tana senza piedi/mani/naso/orecchie.
Ma con una soddisfazione infinita dentro.
Senza il minimo bisogno di dirlo sprofondo nel sonno più totale fino a quando arriva Andrea.
La sera ci aspetta una romanticissima cena di Natale con scambio di regali in anticipo.
Le previsioni sono delle migliori: strada ghiacciata e una nebbia che non si vede da qui a li. Bene.
Ma non importa. Andiamo.
Passiamo una serata stupenda, mangiando veramente bene, serviti dall’amico Luca.
Quei gamberoni me li ricorderò per un bel po’.
 
Domenica: avevo promesso alla Topi che domenica sera l’avrei passata con lei, siccome inizialmente non doveva esserci nessuno. Lascio andare a casa Amore mio e raggiungo le altre al Certe Notti. Diciamocelo: piuttosto che uscire mi sarei fatta tagliare i capelli a zero. Ma tant’è.
La serata non è stata delle migliori siccome un simpatico ubriaco amico mio mi stava per rompere un braccio. Non l’ha fatto solo perché gli ho mollato una sberla.
Quello che mi ha fatto più incazzare è che gli altri stavano li intorno, ridevano e non facevano niente. Non so, forse dovevo farmelo rompere il braccio per fare intervenire qualcuno.
Oggi l’ho detto ad Andrea che si è arrabbiato da morire e ha detto che se qualcuno mi fa un lavoro del genere davanti a lui gli taglia la testa….che carino!)
 
Basta. Fine del week-end e, spero, dell’avventura neve. Perché ok bella, ma 2 giorni all’anno direi che possano bastare.



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il venerdi
post pubblicato in Diario, il 11 dicembre 2009


 Venerdi.
Tutti impazziscono per il venerdi
tutti non vedono l'ora che venga il venerdi
io vorrei solo infilarmi sotto le coperte e dormire.
10 ore di ufficio e la faccia piena di brufoli pre-ciclo sicuramente non aiutano la generazione di quell'adrenalina che ti fa ballare su un tavolo bagnato e sporco di una discoteca.

"topi trucco e parrucco?"
"ma che ne so io mi sento un barattolino sammontana con l'etna in faccia"

Evviva.
Fai girare tutte le rotelle rimaste in cerca di una scusa plausibile per sfuggire a questo supplizio ma sai già che ti tocca. Se non altro per evitare l'ira funesta delle Galline che se non esci ti tagliano la coda.
E allora via, pensiamo a cosa metterci e a truccarci alla bene meglio per nascondere qualche centimentro di faccia in più e qualche chilo di troppo dovuto alla nutella.
Il piumino vale?
Anche no, credo.

 

 

Peccato.


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Mi trasferisco...
post pubblicato in Diario, il 23 settembre 2008


Mi trasferisco ancora.....qui!



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e tutto il resto è noia
post pubblicato in Diario, il 9 settembre 2008


Mi ci è voluto 1 giorno di disintossicazione per riprendermi da un week-end altro che GADdesco.

Venerdì: sarebbe stato un Signor Venerdì se non avessi esagerato con quella dannata crema di limoncino direttamente dalla Sicilia (regalo dei miei..se non è consapevolezza questa!). E mi sono ritrovata con la bava alla bocca spalmata sul sedile posteriore di una 500 azzurrina scambiata per la tappezzeria interna. Non ha prezzo.

Sabato: ridestatami dal coma etilico della sera precedente a pomeriggio inoltrato decido di dare una botta in più al mio mal di testa modello martello pneumatico e di andare nella piscina dell’ amica a prendere un po’ di sole e a sguazzare nell’acqua insieme ai pinguini che mi facevano le feste. Il mio intestino ovviamente ha ringraziato per tutto il seguire della giornata. Il mio bagno un po’ meno.
Cena a bordo piscina, che io e la Gallina abbiamo velocemente abbandonata per tappa Chiringuito. Evidentemente non ci era bastata la scuffia della sera prima. Perché fermarsi a una quando puoi raddoppiare?
Al suddetto locale ho potuto sfoggiare la mia Sfiga-card in tutto il suo splendore lucente.
Uomo Chiringuito presente e grazie a lui ho potuto strisciare diverse, innumerevoli, infinite volte la mia Carta a credito Illimitato!
Incontro numero 1: vedo in lontananza la sua presenza alta e occhialuta. Mi preparo per dargli un buffetto sulla schiena al suo passaggio. Lui cambia strada.
Incontro numero 2: lo incastro in una via senza scampo, è costretto a salutarmi. E mi guarda come se mi volesse parlare. Ma non lo fa. E allora che cazzo ti guardi, tira dritto e non rompere.
Incontro numero 3: numero perfetto, direte voi. Si, per gli altri. Io seduta su un divanetto bella beata a farmi gli straffaracci miei. Lui si piazza davanti a me con colei che chiameremo poi Mandorlain. Una stragnocca orientaleggiante con la quale l’avevo già visto venerdì scorso. Bè signori miei, se la mia rivale è lei io getto la spugna. Non contenti rimangono li davanti a me, basita, per un po’ mentre lei finisce di chiacchierare con una montagna umana che noi abbiamo supposto essere il suo magnaccio (vecchie malelingue invidiose). Poi contenti come non mai se ne vanno verso l’uscita. Insieme. Vicini. Ma non per mano.
Incontro numero 4: ormai disperata decido di donarmi completamente all’alcol e vado al bar. Indovinate chi arriva con la sua bella faccia di C. ehm bronzo? Proprio lui, l’ Uomo Chiringuito. E indovinate un po’ dove si mette, con la discoteca che dispone di ben 4 bar? Ovviamente di fronte alla sottoscritta, ormai finita a parlare (anche se forse biascicare sarebbe il termine più corretto) con l’amico disperato di cuore e pensante effettivamente al suicidio di massa.

Domenica: se il venerdì è il giorno GAD per eccellenza, la domenica è giorno aperitivo. Il nostro si è svolto in varie tappe dalle ore 18 alle ore 22.20. Siamo riuscite a fare chiusura anche in un locale che non chiude. Senza parole.
E dopo 2 spritz - 1 mojito - 1 cuba, dopo aver rimediato un appuntamento alla mia amica disperata, dopo aver formato un altro paio di coppie ed essermi auto-proclamata Marta Flavi per eccellenza (o Marco Predolin, a scelta) e aver pensato a quanto sto bene da single senza nessuno che mi fratturi il fardello me ne sono andata a dormire felice.

Eccolo qui, il mio leggerissimo week-end.




permalink | inviato da Dormi il 9/9/2008 alle 15:25 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
il GAD al San Venerdì
post pubblicato in Diario, il 5 settembre 2008


A volte ti ritrovi in un miscuglio di emozioni che non riesci a decifrare.
Se ne stanno li criptiche a ronzarti per la testa e le senti fino alla punta delle dita.
Sono completamente opposte tra loro ma arrivano nello stesso momento ed è troppo strano perché ti senti completamente stordita.
 
Voglia di avere qualcuno e di stare da sola.
Voglia di andare lontano e di rimanere accanto alla sicurezza di sempre.
Voglia di cambiare e continuare la tranquillità del tran-tran quotidiano.
Voglia di fare progetti e non aver nulla a cui pensare.
 
Tu che sai sempre quello che vuoi. Sempre così sicura. Con obiettivi decisi da tempo.
Una bolla di sapone dentro alla lavatrice in prelavaggio. Aspetti solo la centrifuga.
 
Ma oggi è San Venerdì. La giornata ufficiale del GAD*.
La giornata degli aperitivi e del Chiringuito, dei tacchi alti e delle gonne inguinali, della piastra ai capelli e del mascara per le ciglia lunghe, dei caraffoni e della pizza alle 5 di mattina, di salti sui divanetti bianchi di pelle e cicche nei capelli, di ricerche dell’uomo chiringuito che ti dice 2 frasi e se ne va con quella camicia bianca di quando vi siete baciati sotto al tendone e allora vaffanculo che oh non ci sei mica solo te, di starlights infilate nel braccio, di cantate in macchina a squarciagola e “metti su la canzone dell’estate”, delle tue amiche e dei tuoi amici polemici che hanno sempre da dire, dello spritz con le patatine, delle zanzare tigre che ti divorano le gambe e di tante emozioni e lacrime e sorrisi e baci e balli e canti e salti e corse in macchine.
Oggi è San Venerdì e a domani ci penseremo poi.
 
 


 
*GAD: Gruppo Alcoliste Dichiarate



permalink | inviato da Dormi il 5/9/2008 alle 16:35 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Mai Stata Baciata
post pubblicato in Diario, il 3 settembre 2008


 
Se oggi dovessi interpretare un film sarei sicuramente Drew Barrymore in Mai Stata Baciata. E’ frustrante.
Ieri sera secondo appuntamento con il Ciclista.
Non lo sento per tutto il giorno e quando inizio a pensare che qualche TIR l’abbia investito durante gli allenamenti in bici e quindi a organizzarmi la serata in altro modo (che carina) con la Topi, eccolo che riappare magicamente sottoforma di SMS.
Sfumata la serata alcolica in solitaria con la Topi, mi avvio al raggiungimento di Reggio City cantando a squarciagola e cercando di evitare ricci con l’intendo di suicidarsi proprio contro la mia macchina.
Arrivo, 3 bacini e salgo sulla punto blu diretta verso il centro.
Barettino con le poltroncine di vimini in centro-centrissimo dove una Corona ce la fanno pagare 5 miserabili euri e parliamo. Ma parliamo veramente un sacco. Praticamente parliamo dalle 9.30 all’1.30. Quindi parliamo e basta.
Ecco, qui sta il problema.
Noi abbiamo parlato e basta.
Ora, non che io sia una maniaca sessuale ma a me una cosa del genere non è mai capitata. E la cosa, lo ammetto, mi lascia alquanto perplessa.
2 appuntamenti e neanche un bacio?
E io che di solito dovevo sforzarmi di tenermela stretta al primo di appuntamenti, figuriamoci cosa facevo al secondo.
Vedo il ragazzo un po’ in difficoltà. Continuo a guardarlo in quegli occhi azzurri mare in cui ci si potrebbe perdere, magari gli do una botta di coraggio. Niente.
Io volevo solo un miserrimo bacio con discreta quantità di lingua inserita nella mia bocca. Chiedevo tanto? Evidentemente.
Altra cosa che mi ha lasciato alquanto dubbiosa e sul punto di tentare la fuga a gambe levate ipotizzando un possibile incendio a casa:
i suo amici, una volta saputo che lui usciva con me, hanno iniziato con mille paranoie sul fatto che poi non lo si vedrà più, non andrà più in bici, starà sempre con me.
ALT! Anche no.
Questo sarà un argomento, ahimè, da affrontare next time. I suppose.
Io NON voglio un fidanzato.
Io NON voglio una storia.
Io NON voglio niente di niente che faccia un lieve-lievissimo riferimento a sentimenti in genere.
Volevo solo un miserrimo bacetto.
Ecco.
 
PS: mentre corro veloce sull' highway che mi porta a Reggio City scrivo un messaggio all' amicoSms perfetto
"Perchè preferirei essere con te a fare mille chiacchiere?"
"Perchè con me stai meglio che con tutti gli altri...ovvio"
E' vero...



permalink | inviato da Dormi il 3/9/2008 alle 16:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
Abbracciami, perché il domani è adesso e adesso te ne vai
post pubblicato in Diario, il 2 settembre 2008


 La serata passa tranquilla tra ricerche di hotel nella Big Apple e conversazioni con l’AmicoSms perfetto. Adora farti arrabbiare e sa di riuscirci sempre perfettamente.
Apri il solito sito e trovi il Calciatore che finalmente ti da il suo numero di telefono e rimanete per una sbronza di Vodka insieme. E sai perfettamente a cosa si riferisce dicendo “vodka”.
Una telefonata di 20 minuti con il Ciclista ti fa sorridere un po’ e pensi che alla fine hai voglia di vederlo. E’ tutto ancora così tiepido. Tu abituata a colpi di fulmine devastanti ti senti un po’ spaesata davanti a questo corteggiamento lento e delicato.
 lampo
E hai un po' paura per lui. Non vorresti che si attaccasse troppo a te. Non adesso.
Vorresti che capisse senza bisogno di spiegazioni che saresti fraintesa, forse.
Ti stendi nel letto guardando le stelline luminose attaccate al soffitto che brillano al buio.
All’improvviso Lui arriva nei tuoi pensieri senza avvertirti, come fa sempre. Lui arriva, ti sconvolge e non se ne va più.
Ti ricordi quando l’hai visto l’ultima volta. Dopo un violento litigio gli sei andata incontro abbracciandolo e tenendolo stretto a te. Non avresti voluto lasciarlo andare mai.
abbraccio 
Tu così piccola nel tuo metro e 54, persa nel suo metro e 93. Ti saresti voluta nascondere tra quelle braccia per sempre. Con la faccia appoggiata nella sua Fruit bianca che profumava di Lui.
Vi siete stretti sapendo che era l’ultima volta. Gli hai detto Addio con gli occhi pieni di lacrime correndo via con la macchina a tutta velocità per paura di non riuscire a farlo mai più se non in quel momento.
E iniziano a cadere calde le tue lacrime sul cuscino. Non si fermano e non le vuoi fermare. Le lasci andare sperando che si portino con loro tutta la tua sofferenza che sembra non avere fine.
Vorresti solo svuotarti per ricominciare a vivere.
Perché adesso non vivi, sopravvivi in attesa di quel che sarà.
Senza aspettative, senza progetti, senza niente.
Alterni momenti di lucidità ad altri di catatonico silenzio.   
Tieni aperti gli occhi per cercare di vedere qualcosa che si nasconde. E che puntualmente non vedi.
 IMG_0881r
Cieca davanti alla vita che scorre. Che ti sfiora senza toccarti mai.



permalink | inviato da Dormi il 2/9/2008 alle 10:57 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
il punto
post pubblicato in Diario, il 1 settembre 2008


Il punto è che non hai voglia di innamorarti.
Forse perché innamorata lo sei già stata e probabilmente lo sei ancora.
Forse perché innamorarsi nasconde un rischio d’insuccesso che hai già provato e non ti va di ripetere.
Forse perché non ti va di occuparti o preoccuparti per qualcuno che non sia te stessa.
Forse perché non vuoi credere in qualcuno che si dimostrerà diverso da quel che pensavi.
Forse perché non ne vuoi più sapere di promesse e sogni infranti.
Forse perché le delusioni fanno sempre più male di quanto possa essere bello un bacio.
Forse perché hai semplicemente paura di credere in qualcosa che si trasformerà in niente.
Forse perché non sei ancora pronta o non vuoi esserlo.
Forse perché vuoi innamorarti tutti i giorni di persone diverse tra loro.
Forse perché non ti va di darti completamente a qualcuno che l’avevi già fatto e sei stata buttata via come qualcosa che non serve più.
Forse perché innamorarsi fa bene si. ma fa anche male. Troppo. E tu non hai più voglia di stare male.
Forse perché quel muscolo che ti batte in mezzo al petto adesso batte un po’ meno ed è diventato un po’ più duro.
Fatti una domanda e troverai la risposta, dicono.
Ma a volte le risposte non ci sono.
E’ così e basta.
Il punto è che non hai voglia di innamorarti.



permalink | inviato da Dormi il 1/9/2008 alle 0:17 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
la grigliata di fine estate
post pubblicato in Diario, il 31 agosto 2008


 Hai riscoperto la piacevolezza delle serate tra amici.
Passato il tempo del divertirsi ad ogni costo, del dover per forza trovare qualcuno con cui passare una serata, del dover piacere ad ogni costo, del provare ansia se non si è in mezzo a centinaia di persone.
La "grigliata di fine estate" in giardino con la compagnia al completo e tutti rientrati dalle vacanze, anche l'ultimo fancazzista ritardatario che non vedi da 1 mese.
Lambrusco, salsiccia e spiedini per cominciare. Proffiteroles e mojito per finire.
Risiko aperto sul tavolone lungo di legno e carri armati gialli con l'obiettivo di conquistare l'Asia e l' America del sud. Impossibile anche sputando sui dadi per far uscire un 6!
La telefonata del Ciclista a inizio serata ti ha fatto bene e soprattutto piacere, che adesso a lui ci pensi un po' più spesso e gli scrivi mentre lui da ripetizioni di matematica a suo fratello e lui ti dice "buonanotte ganese senza permesso di soggiorno" e poi ti manda un bacio.
E ricevere un ti voglio bene dall' amicosms perfetto ti fa piacere che ormai sai che senza di lui non potresti stare più e gli vuoi bene e glielo dici anche se lui non ci crede perche dice che sei ubriaca.
E pensi che per il momento, forse, stai bene così.
Il Suo nome viene ancora fuori troppo spesso, certo. E spunta qualche lacrima quando l'Amica ti ricorda che in settembre l'anno scorso non c'eri mai perché eri nell' EnricoBoom.
E lo rivorresti l'EnricoBoom.
Ma inutile pensarci. Non tornerà.
E ripensi che per il momento, forse, stai bene così.
Forse.



permalink | inviato da Dormi il 31/8/2008 alle 14:3 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
il Ciclista
post pubblicato in Diario, il 29 agosto 2008


 

Hai deciso di circondarti di tutti i compagni di viaggio possibili.


Il primo, ieri sera è stato lui: il Ciclista.

Avete parlato girando in tondo per il parco della festa de l' Unità e poi ancora su quella panchina, mangiando granita alla menta per te e alla fragola per lui, guardando quella strana costruzione in piazza della quale non si capiva il significato.

Lo guardavi nei suoi occhi azzurri puffo mentre ti raccontava delle sue discese in Mountain Bike, mentre ti raccontava un po' di lui. Studiavi la sua aria pulita da bravo ragazzo che di solito non fa star male le persone, anzi. Pensavi che di lui potrtesti anche fidarti.

Non l'hai baciato, non sai neanche il perchè. Avresti voluto, forse. Anche lui, credi. Ma non è successo. E il perché lo sai. Si.

Hai pensato che la prima volta che sei uscita con Lui l'hai guardato e hai pensato "E' Lui", che da quella sera l'avresti voluto vedere tutti i giorni per tutto il resto della tua vita, che stare senza di lui ti faceva star male fisicamente talmente tanto da non resistere.

Ieri sera non è successo.

Non vuol dire niente, certo.

Ma non è successo.




permalink | inviato da Dormi il 29/8/2008 alle 23:7 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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